1 Mag, 2020
Giorgia Baccini – Studio Associato RiPsi
“Ma con l’abitudine le sue apprensioni diminuirono,
il suo cuore si placò, e viveva più tranquilla
nonostante le fosse rimasto un vago timore nell’anima”
Guy de Maupassant, Racconti e Novelle, 1880
Quante volte, nelle conversazioni, abbiamo detto e/o abbiamo sentito dire, con senso di assuefazione: “È sempre la solita routine, il solito tran tran”? Forse parecchie. Indubbiamente, la ripetizione di medesimi comportamenti può suscitare noia e senso di monotonia. Le routine, però, sono anche un fattore protettivo per la nostra salute psichica, soprattutto in situazioni di crisi e in presenza di eventi stressanti.
Perché le routine sono così importanti per la nostra mente?
Quando parliamo di routine facciamo riferimento all’insieme di attività abitudinarie che mettiamo in pratica nella nostra quotidianità. Il costrutto può essere pensato come disposto lungo un continuum ai cui estremi troviamo, da un lato, una totale povertà di abitudini e, dall’altro, una dominanza di esse. Entrambe queste condizioni sono da considerarsi interferenti con la qualità della vita. (1) Quando, invece, le routine sono presenti nella giusta misura (centro del continuum), svolgono diverse funzioni preziose per il nostro benessere psichico. Vediamo quali (2; 4).
Emergenza COVID-19: cosa ci accade quando le nostre routine sono improvvisamente interrotte?
La situazione di emergenza COVID-19 che stiamo vivendo comporta cambiamenti, più o meno numerosi, nella quotidianità di ognuno di noi. Per molti, infatti, la “solita routine” si è improvvisamente interrotta e questo, unitamente ad altri fattori potenzialmente stressanti, potrebbe portare a squilibri psico-fisici. Bessel Van der Kolk, uno dei maggiori esperti di trauma psicologico a livello internazionale, ha definito questa fase di emergenza come una condizione pre-traumatica. Tra gli aspetti caratterizzanti tale condizione, egli individua proprio la rinuncia forzata alle nostre attività routinarie in quanto genera mancanza di prevedibilità e perdita del senso di agency, ossia la sensazione di poter esercitare un controllo sulle proprie azioni e, attraverso esse, sul mondo (4).
Quando a causa di contingenze esterne non possiamo più fare ciò che solevamo fare, come andare al lavoro, a scuola, in palestra, a trovare i nostri cari o a prenderci l’aperitivo del venerdì sera con gli amici, potremmo, infatti:
La sfida di fronte alla quale ci pongono i cambiamenti, sia quelli normativi, ossia attesi, sia quelli non normativi, ossia inaspettati e improvvisi, è ardua in quanto richiede di rimettere in discussione, più o meno ampiamente, l’organizzazione delle nostre vite (5). Al fine di ammortizzare l’impatto di eventi inattesi, come l’attuale situazione di emergenza sanitaria, è necessario, allora, ritrovare un nuovo equilibrio attraverso la ristrutturazione delle nostre giornate. Se parte del nostro squilibrio è attribuibile alla rottura improvvisa della routine quotidiana, è creandone una nuova che possiamo riacquisire un senso di tranquillità e sicurezza.
Le routine: punti fermi nel caos
Mutuando un’interessante definizione fornita da alcuni colleghi nell’ambito della psicologia dello sviluppo, possiamo definire le routine come delle impalcature, scaffoldings in inglese, che ci sorreggono, diventando dei punti fermi nel caos delle situazioni perturbanti (2; 5). In queste circostanze, infatti, stabilire delle nuove abitudini aiuta a:
Gli esperti della salute mentale, dunque, consigliano di creare, concretamente o mentalmente, delle timetables per stabilire gli orari dei pasti e pianificare le varie attività della giornata, come fare esercizio fisico, leggere un libro, telefonare ad un amico, dedicarsi alle proprie passioni, lavorare, ecc. (4)
Questo, tuttavia, non deve implicare un rigido ancoraggio allo schema organizzativo che struttura la nostra quotidianità. Come anticipato, l’inflessibilità e la volontà di mantenere ad ogni costo la propria routine, così come l’assenza totale di pianificazione delle proprie giornate, possono, infatti, essere ostacoli al superamento della crisi. La complessità insita nel superamento di una crisi sta proprio nel riuscire a trovare il giusto equilibrio tra questi due estremi. In questo modo, è possibile costruire un nuovo senso di normalità e accogliere nuove sfide. (5)
Per poter fare un salto in avanti e adattarsi ai cambiamenti futuri il suggerimento è, quindi, quello di mantenere un certo grado di flessibilità unitamente alla stabilità, che le routine possono creare. (5)
References
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