Lorenzo Castelli, psicologo scolastico e psicoterapeuta, formatore e supervisore
Monica Marelli, Dirigente scolastico – Istituto comprensivo Barlassina (MB) 

A partire dal mese di marzo 2020 l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha imposto un radicale cambiamento rispetto al modo di fare scuola: gli studenti di tutto il mondo sono stati catapultati in un “ambiente di apprendimento” totalmente nuovo e mai nemmeno lontanamente immaginato, costretti a rinunciare alle lezioni in aula e chiamati a gestire sconosciute, e spesso improvvisate, modalità di didattica a distanza, chiusi nelle proprie case.

Tale situazione ha necessariamente rivoluzionato l’approccio didattico sia attraverso la Didattica a Distanza (DaD) sia, in seguito, con la presenza di forme miste di Didattica digitale.

Per esplorare il ruolo che gli strumenti tecnologici hanno assunto nella quotidianità degli alunni della Scuola primaria, è stato somministrato un questionario anonimo a un campione di studenti delle classi quarte e quinte di alcuni Istituti Comprensivi di due diverse province della Lombardia (Como e Monza-Brianza).

I risultati della ricerca ci raccontano di bambini che sempre più precocemente sono collegati in rete, sia per la scuola che per il tempo libero; bambini che utilizzano social e che hanno a disposizione strumenti tecnologici personali (cellulare, tablet e consolle); bambini che, nella maggior parte dei casi, sono lasciati da soli davanti ai monitor, senza la presenza di un adulto.

A fronte della presenza ormai massiccia e pervasiva della tecnologia nella quotidianità dei bambini, oggi non ha più senso schierarsi a favore o contro di essa; è invece necessario e imprescindibile iniziare a progettare e attivare percorsi di “educazione digitale” per un utilizzo consapevole e responsabile della tecnologia stessa.

Vivere il digitale non si improvvisa!

Se pensiamo al contesto scuola, ciò significa che tutti devono essere educati per un utilizzo consapevole e responsabile della tecnologia: bambini, docenti e genitori.

A tal proposito, le Linee Guida per l’insegnamento dell’educazione civica, adottate in applicazione della Legge 20 agosto 2019, n. 92, hanno affidato alla Scuola il compito di lavorare sugli studenti per costruire una cittadinanza digitale, intesa come «la capacità di un individuo di avvalersi consapevolmente e responsabilmente dei mezzi di comunicazione virtuali. Sviluppare questa capacità a scuola significa da una parte consentire l’acquisizione di informazioni e competenze utili a migliorare questo nuovo e così radicato modo di stare nel mondo, dall’altra mettere i giovani al corrente dei rischi e delle insidie che l’ambiente digitale comporta».

I docenti, pertanto, hanno il compito di accompagnare gli studenti nell’acquisizione di uno spirito critico e responsabile, che li trasformi da consumatori passivi a produttori attivi di contenuti e nuovi paradigmi.

È chiaro e imprescindibile, e da non trascurare, che il punto di partenza debba necessariamente considerare una corretta e completa formazione tecnica per l’acquisizione delle competenze specifiche legate all’uso degli strumenti tecnologici: ciò vale non solo per gli studenti, ma anche per i docenti stessi che, attraverso percorsi formativi mirati, possono imparare a gestire consapevolmente la tecnologia, in tutte le sue forme e declinazioni.

La cornice teorica da cui partire per progettare interventi di questo tipo è data dalle indicazioni del Parlamento Europeo che, già nel 2006, individua le otto competenze chiave per l’apprendimento permanente: tra queste la competenza digitale, definita come la capacità di saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione.

Un ulteriore paradigma di riferimento europeo è rappresentato dal documento DigCompEdu, il cui obiettivo è quello di «fornire un modello coerente che consenta ai docenti e ai formatori di verificare il proprio livello di “competenza pedagogica digitale” e di svilupparla ulteriormente. Tale modello non intende sostituire gli strumenti definiti a livello nazionale, bensì arricchirli e ampliarli. Il suo valore aggiunto consiste nel fornire una guida per lo sviluppo di politiche educative a vari livelli, un modello concettuale che consenta ai diversi attori del sistema educativo e formativo di creare strumenti concreti, adatti a rispondere ai propri bisogni, un linguaggio comune e coerente per promuovere la discussione e lo scambio di buone pratiche e un punto di riferimento per gli Stati Membri per validare l’approccio e la completezza dei propri strumenti e quadri di riferimento in questo settore».

Anche i genitori devono essere educati per potersi inserire in questo processo di co-costruzione responsabile della cittadinanza digitale: la sottoscrizione con la scuola del Patto educativo di corresponsabilità, ridefinito nella nuova cornice di apprendimento, va letta proprio come l’impegno reale ad accompagnare i figli nelle attività scolastiche e nell’utilizzo consapevole della tecnologia e degli ambienti didattici virtuali predisposti dalla scuola.

Al genitore, in generale, è richiesta una serie di conoscenze degli strumenti e della rete, affinché la sua presenza, necessaria e fondamentale, possa essere garanzia per un eventuale supporto tecnico al bambino in difficoltà e, ancor più importante, per una tutela del minore a fronte dei rischi e dei pericoli che il web può comportare.

Tutti gli adulti sono chiamati, pertanto, ad acquisire consapevolezza e conoscenza rispetto al ruolo della tecnologia nella quotidianità scolastica ed extrascolastica dei bambini per poter costruire e condividere interventi sia psicoeducativi che didattici adeguati e coerenti con la situazione attuale.

La sfida di questi tempi è quindi quella di “mettersi in gioco” e attivarsi per cogliere qualsiasi occasione formativa che consenta all’adulto di vivere in maniera consapevole e propositiva la presenza della tecnologia nella vita dei bambini, e possa essere egli stesso guida e punto di riferimento, emotivo ed educativo.

Estratto da

M. Marelli, L. Castelli ‘Ripensare la scuola: gli strumenti tecnologici al tempo della Didattica Digitale’ Dirigenti scuola – Edizioni Studium n. 40/2021, dicembre 2021

References

Bocconi S., Earp, J., and Panesi S., DigCompEdu. Il quadro di riferimento europeo sulle competenze digitali dei docenti. Istituto per le Tecnologie Didattiche, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), (2018).

Carretero S. – Vuorikari R. – Punie Y., DigComp 2.1: The Digital Competence Framework for Citizens with eight proficiency levels and examples of use, ’European Commission’s Joint Research Centre, (2017).

Cittadinanza digitale, https://www.cittadinanzadigitale.eu/cittadinanzadigitale/

DigComp, https://ec.europa.eu/jrc/en/digcomp

Ferrari S. – Mosa E., La scuola che verrà: Ripensare la scuola nell’era del post Covid19, Analysis Report 3/21, WeWorld Onlus, 2021.

Generazioni connesse, https://www.generazioniconnesse.it/site/it/educazione-civica-digitale/

Ministero dell’Istruzione, Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, 22 giugno 2020.

Ministero dell’Istruzione, Linee guida per la Didattica Digitale Integrata, 7 agosto 2020.

Rivoltella P.C., Ora serve il coraggio di coniugare lezioni in presenza e a distanza, «Sole 24ore», 12 luglio 2021.

Articolo pubblicato con autorizzazione degli autori. Tutti i diritti sono riservati, è vietata la riproduzione per qualsiasi finalità.

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